Pensieri vestiti da manga
Disegni e parole

Passione manga: ecco perché io e te abbiamo una storia in comune

Il passaggio da semplice interesse personale ad affermata nicchia culturale è avvenuto in maniera lenta ma estremamente incisiva. Per fortuna mia e tua, oh tu che stai leggendo! Sono praticamente certa che la storia della TUA passione manga&anime è strettamente legata alla mia. E il punto di svolta è determinato da un anime che conoscerai sicuramente a memoria.

Come faccio a sapere che io e te abbiamo una storia in comune? Mettiti comodo tesoro, adesso ti racconto!

I 30enni lo sanno

Quando da adolescenti guardavamo gli anime, erano ben poche le persone che comprendevano quanto noi 30enni amassimo quei personaggi strafighi e quanto avremmo voluto essere come loro. Tanti maschietti lo avrebbero fatto per la prima volta con Lamù, mica con Joey Potter?! Altro che Britney Spears o Nick Carter. Noi avremmo voluto essere i protagonisti di un anime!

Non so te, ma io la sera, prima di addormentarmi, immaginavo di continuo vicende alternative sulle storie che seguivo. Cosa avrei fatto io al suo posto? Come avrei reagito? Cosa direi a quel personaggio? (oggi so bene cosa direi a Levi Ackerman :Q__ _ MA andiamo avanti 😛)

I 20enni di oggi sono ben diversi da noi. E, grazie a Dio, sfruttano in pieno il potenziale web.

I 20enni hanno la fantastica fortuna di navigare su blog pieni di scan doujinshi delle loro ship preferite, di seguire pagine fanbase estremamente dettagliate e twittare direttamente al mangaka.

E non solo! Oggi è molto più semplice raccontare alla fanbase una personale versione del proprio manga preferito attraverso le fanfiction.
Sì lo so: esistevano anche nel 2000… ma non ricordo fossero poi così frequentati quei blog, dannazione y_y

La mia generazione non aveva tutte queste opportunità. Era molto difficile trovare materiale attinente alla nostra ossessione manga e anime! Ed era arduo trasmettere questa incredibile passione al mondo intero.

Tu che sei qui, so che ti ritroverai in quasi tutto ciò che stai per leggere sulla mia esperienza.

Gli adulti non sapevano quanto sangue e sesso si nascondesse in quei tankōbon

Avevo 12 anni e mentre vedevo crescere le mie tette -_- e le mie amiche dare i primi baci sulle labbra dei ragazzi, io mi drogavo di Dragon Ball Z e The Slayers. Mi innamoravo del principe dei Saiyan, sognavo la ship VegeBul… e quando mirai Trunks incontrò Goku per la prima volta, non posso descrivere la gioia che provai quando capii che la mia ship era diventata canon!

Ma queste gioie, ahimè, non potevano comprenderle né gli adulti né la maggior parte dei miei coetanei.

E non è tutto: tanti adulti mi dicevano: “Dory! Ma che cazzo ti guardi? Ancora i cartoni animati?! Ma non vedi Cristina come si trucca? Perché non lo fai anche tu??!” (lo sai, no? Tutti li chiamavano “cartoni animati” =_= il termine “anime” non lo conosceva nessuno…).

Scommetto che anche a te dicevano qualcosa di simile, vero?!

Eppure… io più leggevo DBZ e più non ci trovavo nulla di infantile.

Crescendo, ho cominciato finalmente a fregarmene del giudizio degli adulti. Sentivo in me una passione irrefrenabile e che non riuscivo a reprimere.

Perciò ho continuato a disegnare. Non ho MAI smesso. Riempivo interi block notes che oggi sono tutti nel garage dei miei.

A 15 anni cambiai classe e FINALMENTE conobbi un gruppo di “sfigati” come me che leggeva manga e conosceva molto bene Rina Inverse.

In particolare il mio amico Mex, un giorno mi fece un grande regalo: mi portò in una fumetteria nel cuore di Napoli… e mi fece conoscere finalmente la gioia del poter condividere REALMENTE la passione per manga e anime. Non si limitava solo a me e al mio diario, potevo finalmente scambiare opinioni, teorie e sogni con un’altra persona!!

Quel giorno la mia vita cambiò. Mi sono diplomata. Mi sono laureata, Ho cominciato a lavorare. E in tutte queste fasi non ho mai smesso di disegnare, leggere, disegnare, leggere…

Da “cartoni animati” ad Anime: l’opera che ha rappresentato la svolta del genere in Italia

Era il 2009 e in Accademia iniziai a vedere alcune amiche che vestivano in maniera inusuale. Valeria cominciò a prediligere uno stile gotico: vestitini succinti, pizzi ovunque, maniche a sbuffo, stivaloni con tacco e plateau vertiginosi. Total black.
Luisa invece marcava più che poteva il suo contorno occhi con una matita nera, sfoggiando questo prepotente ciuffo che le copriva il volto dolce e bianco porcellana.

In effetti mi ricordavano qualcuno.

Tra un caffè e l’altro, seppero che la sottoscritta conosceva molto bene l’anime in questione (che all’epoca sul web era solo in sub ita). Loro furono entusiaste! C’erano pochissime persone che conoscevano addirittura il finale e appena trovarono in me lo spunto per conversare fu molto difficile mollare la presa.

Penso che avete capito di chi sto parlando, no?!

L e Misa Misa – Death Note

Death Note rappresenta sicuramente la svolta vincente: in passato MAI ho potuto parlare di un anime con tante altre persone che non fossero Mex.

Nell’aria fiutai finalmente un cambiamento. La mia nicchia cominciava ad allargarsi. E i Comicon non erano più frequentati soltanto da ragazzini, ma anche da fottuti coetanei 😉

Oggi, a 30 anni, il tempo mi ha dato ragione

Ecco cosa cercavo di farti capire sin dall’inizio: in passato io e te siamo sempre riusciti a guardare un passo avanti. Magari nessuno o in pochi ci capivano, ma a noi non fregava niente e abbiamo continuato ad acquistare manga, a guardare anime e ad avere delle anime-crush.

Seriamente: ti sei mai lasciato affliggere dai pregiudizi e dalle incomprensioni di altre persone? Se così fosse, sappi che siamo arrivati al 2020 con la vittoria in tasca e non dobbiamo più vergognarci dell’età che abbiamo o di quanto possa essere infantile il “cartone animato” giapponese (spiegherò meglio più avanti il motivo per cui i manga non sono MAI stati infantili).

Ormai abbiamo il potere di far tacere qualsiasi criticone, perché il bello di quest’era è l’apertura mentale nei confronti delle disuguaglianze e delle culture diverse dalla nostra.

E poi, lo dirò sempre: guarderò anime e leggerò manga fino alla vecchiaia.

Credo mi abbia aiutata molto il fatto che disegno da quando avevo 3 anni. E lo stile manga è quello che più è conforme alla mia idea di bellezza e di espressione delle emozioni.

Adesso conosci la mia esperienza e il mio punto di vista sullo sviluppo di questa benedetta storia.

Parlami della tua esperienza! Descrivimi i punti in comune che hai trovato nel mio racconto; condividiamo aneddoti e situazioni divertenti; dimmi se anche tu consideri Death Note l’opera che segna la svolta degli anime nella cultura occidentale.

Il VERO obiettivo di Disegni & Parole è proprio questo: divertirsi insieme 🙂

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